1) L’atto ha un approccio critico, il parere no.

La redazione di un atto implica una censura: ad un altro atto, ad un comportamento della controparte. Implica quindi un contrasto palese, e necessario.

Il parere no, o quantomeno: non sempre. Avremo sempre almeno una questione controversa che dovrà essere oggetto di analisi da parte del candidato. Questa, 80% delle volte, riguarda una questione risolta dalla giurisprudenza della corte di Cassazione nei due anni precedenti lo svolgimento della prova.

Quindi questa è un’ulteriore riprova che la ricerca della sentenza risolutiva non serve a nulla. Occorre il metodo e la consapevolezza del candidato, anche sotto il profilo della teoria. Ma la sentenza della Corte di Cassazione deve essere l’ultimo aspetto che ti deve interessare nelle 7 ore di esame.

2) L’atto deve tutelare il cliente, necessariamente. Il parere, no.

Pensare che “parere = soluzione ottima per il cliente” sia vero il 100% dei casi è sbagliato. Una logica volta alla necessaria risoluzione favorevole del cliente è a-critica, perché non comprende pienamente le necessità che si portano avanti con l’esame da avvocato: dimostrazione della capacità critica e logico-argomentativa del candidato.

Questa difatti non sarebbe vera, se a prescindere si sapesse che la soluzione da ricercare è necessariamente quella che favorisce di più il proprio cliente fittizio. Anche contrariamente alla giurisprudenza granitica della corte di Cassazione.

Occorre quindi improntare la redazione del parere alla consapevolezza teorica degli istituti, all’analisi del codice di riferimento, e da ultimo trarre dalla teoria la soluzione pratica. Da ultimo, con il supporto dei codici commentati.

Caso ben diverso quello dell’atto: qui la censura è necessaria. Ad un comportamento di una controparte, lesivo degli interessi del cliente; ad un atto sfavorevole allo stesso. In ogni caso, l’atto è certamente tutelante gli interessi della parte assistita. Le problematiche qui ineriscono un aspetto che nel parere di civile o di penale è quasi totalmente assente: il profilo processuale.

Questa la ragione per cui un formulario aggiornato di atti per l’esame avvocato (come allegato alle correzione dei nostri atti e pareri) è uno strumento fondamentale

3) Il parere è di solito aperto a più soluzioni

Vedi sopra: più dai dimostrazione della consapevolezza della complessità delle questioni giuridiche, migliore il compito.

4) Nell’atto puoi fornire fatti ed elementi non indicati nella traccia solo se: (i) non la contraddicono e se (ii) sono rilevanti per la risoluzione della questione giuridica centrale.

Il che non significa che tu debba inserirli. Ma che -se non riesci a costruire la premessa in fatto adeguatamente, secondo i criteri da noi proposti- l’eventuale allegazione non comporta la bocciatura automatica. Comunque dovrai considerare di inserire questi elementi estranei solo se davvero necessario.