Cosa studiare per esame avvocato scritto

Studiare per l’esame scritto dell’esame avvocato è una pessima idea, se fatto male. In questo articolo cerchiamo di spiegare cosa studiare, quanto studiare e come organizzare lo studio (partendo da un presupposto: se stai leggendo questo articolo stai continuando a lavorare e lo farai fino alla prima settimana di dicembre).

Perché la troppa teoria fa male.

Per preparare lo scritto dell’esame avvocato non è necessario studiare come all’università. Lo studio passivo è deleterio e porta con sé problemi non indifferenti: l’esperienza dice che i candidati che contestualmente preparano il concorso di magistratura sono in percentuale più bocciati rispetto i candidati con basi teoriche lontane e sommarie.

Questo perché la conoscenza teorica che si chiede all’esame avvocato, piaccia o meno, è davvero superficiale. In seconda battuta, è al contempo di fatto sostituita dall’uso di un buon codice commentato da usare con intelligenza.

Evoluzioni giurisprudenziali, analisi dottrinali ed approfondimenti teorici portano più problemi che benefici: non è una novità che molti candidati ricevano per le molteplici vie estratti teorici, nel corso delle prove. I commissari che leggono un compito infarcito di disquisizioni teoriche sono presi da un dubbio: il candidato ha copiato? E quando si instilla il dubbio, è quasi sempre un problema.

In secondo luogo: il metodo che applichiamo limita lo scritto a circa 6 facciate di foglio protocollo, ottimizzate per la lettura in sede di correzione. Inutili digressioni teoriche invece tolgono spazio a ciò che più conta in sede di esame: la costruzione teorica di un ragionamento logicamente solido, con l’aiuto di norme e profili giurisprudenziali essenziali e dirimenti.

Cosa studiare: consigli pratici.

Possiamo fornire alcuni elementi di massima, consigli pratici da utilizzare:

  1. Non servono approfondimenti teorici. Occorre riprendere in mano i manuali utilizzati all’università, ed indicativamente non è necessario acquistarne di nuovi: gli istituti che generalmente sono l’oggetto di pareri ed atti meritano soltanto una lettura;
  2. lettura di comprensione che non implica sforzi di memoria ma solo di revisione, rilettura. Non sforzatevi di ricordare, ma portate con voi l’essenza degli istituti più importanti. Ricordate che avrete con voi i codici, anche commentati con la giurisprudenza;
  3. Una lettura del codice senza commenti giurisprudenziali in via preliminare è consigliata. Quantomeno, nella preparazione della prova scritta (soprattutto in vista della nostra correzione atti e pareri se stai leggendo questo articolo e ti è stato da noi consigliato) avere a fianco il codice senza commento è di grande aiuto;
  4. Studia senza sforzo, ma non prendere la base teorica sotto gamba. Ricorda: stai preparando una prova essenzialmente pratica, ma non significa essere un dilettante. Almeno 5 anni di giurisprudenza li hai fatti, non sei una matricola! Il linguaggio è essenziale, e denota interesse e consapevolezza del candidato nella redazione dell’atto o del parere.

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