Come usare i codici commentati

Spesso ci viene richiesto dai molti studenti e partecipanti ai nostri corsi: ma come si usano i codici commentati? Lo sappiamo benissimo: come usare i codici commentati è il dubbio maggiore, una volta fatto l’acquisto.

E questo per una ragione chiara: nessuno vi ha mai insegnato ad usarli! Prima dell’acquisto infatti è praticamente impossibile che durante la pratica forense si utilizzino i codici commentati. I codici commentati non vengono utilizzati, perché sostituiti dalle ben più pratiche banche dati oppure da.. Google!

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1) Usare i codici non commentati

Sembra contro-intuitivo: ma che senso ha usare i codici non commentati? La logica è chiara: i codici commentati sono e devono essere solamente un supporto alla redazione dell’atto o del parere. Pensarla diversamente è il più grande errore che possa fare un candidato.

Perché? Perché la risoluzione della traccia, e il conseguente parere, devono essere frutto esclusivo del ragionamento del candidato. Il ragionamento dal candidato deve prescindere dalle teorie giurisprudenziali. E deve invece andare al sodo, alla sostanza, all’essenziale: le norme del codice civile o del codice penale.

Quindi il primo passaggio, dopo aver letto la traccia (a proposito: hai guardato l’articolo che abbiamo scritto su come leggere la traccia dell’atto e del parere?è quello di andare a leggere il codice. Il codice muto: senza la giurisprudenza.

Occorre infatti riprendere l’istituto principale, ed analizzarne la normativa prevista dal codice.

Prendendo ad esempio il parere di diritto civile dell’esame avvocato 2016 in tema di donazione altrui ( clicca qui ) occorrerà, in primo luogo, andare dritti all’art. 769 c.c. (Definizione della donazione) e iniziare a leggere TUTTI gli articoli che seguono. Nessuno escluso.

Che cosa avremo? Difficilmente avremo l’articolo che risolve la traccia. Pensandola così, infatti, ridurremmo l’esame avvocato ad una mera lettura del codice civile ed un contorno di giurisprudenza. Ma, ovviamente, questo non è e non può essere.

Avremo dunque uno o più articoli che ci invitano a ragionare. In questo si sostanzia l’esame: un lavoro di ricerca, frutto dell’esperienza e delle conoscenze del candidato, che possa portare da elementi fumosi ad una chiara  rappresentazione e descrizione fattuale e giuridica.

Nel caso di specie, dunque, prendendo sempre ad esempio il parere civile dell’esame avvocato 2016, troveremo l’art. 771 cc (“donazione di beni futuri”) il quale statuisce che “La donazione non può comprendere che i beni presenti del donante. Se comprende beni futuri, è nulla rispetto a questi, salvo che si tratti di frutti non ancora separati”.

Questa norma ci invita a riflettere. Perché il caso in oggetto (donazione di un bene altrui) non la potremo trovare e non la troveremo scritta chiara e cristallina sul codice. Ma questo articolo, l’art. 771 cc in tema di donazione di beni futuri, stimola a ragionare.

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Perché, in fondo, quali sono i punti in comune tra un bene futuro ed un bene altrui? Che non esiste attualmente (al momento della donazione) la materialità del bene e la correlata titolarità del diritto da parte del donante. Questo ci deve fare riflettere, ed invitare a fare un passo in avanti. Quale?

2) Aprire il codice commentato.

Ovvio! Aprire il codice commentato all’art. 771 cc ossia quello che abbiamo già visto dal codice muto. Da lì, si apre il mondo. Perché? Perché questo è ragionevolmente il primo passo ed il primo passaggio per la risoluzione della traccia.

Che cosa si vuole facciano i candidati? Si vuole che ragionino, specialmente su tematiche dibattuti dalla giurisprudenza. E la giurisprudenza che rileva maggiormente, gioco-forza, è la giurisprudenza di legittimità: la giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Apriamo dunque il codice commentato all’art. 771 il quale ci dice:

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E ora, che si fa? Si legge l’art. 771 c.c. e la giurisprudenza che ne segue. E si comprende bene che l’oggetto del parere dovrà riguardare la sentenza delle Sezioni Unite del 15 marzo 2016. n. 5068 in tema di donazione di cosa altrui o parzialmente altrui.

Tale donazione è nulla perché in difetto di causa (se abbiamo una sezione unite, significa che c’è stata una diatriba giurisprudenziale tra diverse sezioni della Corte di Cassazione).

Riprendiamo la traccia:

Caio è un giovane molto ben voluto nel piccolo paese in cui vive. Nel dicembre del 2005 riceve in donazione dall’amico Sempronio un piccolo appezzamento di terreno; successivamente nel maggio del 2008 acquista un piccolo appartamento con denaro dell’amico Mevio. Nel febbraio del 2016 Caio riceve la visita di Tizio, figlio e unico erede di Mevio, deceduto nel 2010, che gli rappresenta la propria intenzione di rivendicare la proprietà del predetto terreno lasciatogli in eredità da Mevio, nonché di ottenere la restituzione della somma di euro 50.000 pari al prezzo dell’appartamento acquistato con denaro dello stesso Mevio. A sostegno della prima pretesa Tizio sostiene che Caio non possa vantare alcun titolo sul terreno, non potendo considerarsi tale la donazione di cui il predetto aveva beneficiato nel dicembre 2005, dal momento che il disponente Sempronio non era titolare di alcun diritto sul bene donato. Quanto alla seconda pretesa, lo stesso rappresenta che l’acquisto del predetto appartamento con denaro di Mevio avesse realizzato una donazione di denaro di non modico valore che doveva considerarsi nulla per aver rivestito la forma prescritta dalla legge. Caio, che vive dalla data della prima donazione (peraltro immediatamente trascritta), aveva goduto direttamente del terreno adibendolo a orto. Preoccupato per quanto rappresentatogli da Tizio, si rivolge ad un legale, al quale dopo aver riferito i fatti per come sopra descritti, ribadisce di non aver mai saputo che il terreno donatogli da Sempronio fosse, in realtà, di proprietà di Mevio.
Il candidato assunte le vesti del legale di Caio , rediga un motivato parere illustrando le questioni sottese al caso in esame e prospettando la linea difensiva più idonea a tutelare le regioni del proprio assistito.

Si parla espressamente di date.

E quando ci sono le date, c’è da pensare. Cosa vi viene in mente? Caio vive dalla data della prima donazione (peraltro immediatamente trascritta), aveva goduto direttamente del terreno.

A naso direi.. usucapione!

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Che cosa si farà, ora? abbiamo visto che il codice commentato con la sentenza 5 maggio 2009, n. 10356 tratta della donazione di bene altrui e dell’usucapione decennale ex art. 1159 c.c..

Quindi, occorre andare all’art. 1159 c.c. e vedere di che cosa parla. Il codice commentato parla degli elementi costitutivi dell’usucapione abbreviata.

E così, via via, passo dopo passo andremo a creare il nostro parere commentato. Questo è il modo di usare i codici commentati per l’esame avvocato. Speriamo di avervi aiutato a rispondere alla domanda come usare i codici commentati? e altre domande simili.

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