Come usare i codici commentati? (Cap. 2.3)

Come usare i codici commentati all'esame avvocato.

Banchi corso esame avvocato

Nel capitolo precedente (Capitolo 2.3 : come leggere la traccia) ho mostrato come scegliere una traccia tra quelle proposte. Ho spiegato che la pianificazione ordinata delle azioni è il segreto per costruire una argomentazione lineare e corretta. Ora vediamo in concreto come usare i codici commentati per atti e pareri dell'esame avvocato.

Come usare i codici annotati con la giurisprudenza? Guida completa.

Un esempio concreto ci sarà più che utile. Ti mostrerò come utilizzare i codici commentati (in questo caso utilizzerò i codici Giuffrè in mio possesso) alla luce della traccia di diritto penale già analizzata nel capitolo precedente.

Un esempio concreto.

Tizio, alla guida del proprio autoveicolo, non rispettando il segnale di stop chiaramente indicato, avanza significativamente sulla corsia di immissione sulla quale stava regolarmente transitando col proprio motoveicolo Caio.
Caio, nel tentativo di non impattare col veicolo guidato da Tizio, compie una manovra improvvisa che tuttavia determina la perdita del controllo del mezzo ed il successivo urto, con esiti mortali, con altro autoveicolo proveniente dalla corsia opposta guidato da Mevio.
Tizio in primo grado viene assolto dal Tribunale di Alfa ma la sentenza viene riformata dalla Corte di Appello di Alfa che lo riconosce colpevole del reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale.
Tizio si rivolge al proprio avvocato per valutare l'opportunità di proporre impugnazione avanti la Corte di Cassazione. Il candidato, assunte le vesti del difensore di Tizio, tratti della causalità nelle fattispecie colpose e rediga parere motivato sulle principali problematiche sottese alla vicenda in esame.

Abbiamo già visto nel capitolo precedente che -espressamente- il candidato dovrà trattare della causalità nelle fattispecie colpose e difendere Tizio.
Tizio che è stato condannato per omicidio colposo aggravato.
Il primo passo è quello di aprire il codice muto nel titolo XII ("Dei delitti contro la persona") e leggere l'art. 589 cp in tema di omicidio colposo.

Leggiamo l'intera norma. Salta immediatamente agli occhi il comma secondo che dice: "Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni".

Prendiamo il nostro codice commentato con la giurisprudenza. Il mio codice annotato della Giuffrè inizia così: "GIURISPRUDENZA. 1. questioni di legittimità costituzionale. 2. Nozione di persona. 3. Nesso causale: causa concorrente; suicidio 4. Attività sportiva. 5. Attività sanitaria. 6. Violazione di norme sulla circolazione stradale e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. 7. Casistica. 8. Luogo di consumazione 9. Pluralità di event 10. Rapporti con altri reati".

La parte che ci interessa è "6. Violazione di norme sulla circolazione stradale e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. 7. Casistica.". La leggeremo.

Nel capitolo 6 vi sono delle sentenze che possono fare al caso nostro.

 Leggiamo in particolare che "Ai fini della sussistenza del'aggravante di cui all'art. 589 c.p. comma secondo non è necessaria la violazione di una specifica norma el codice stradale, essendo sufficiente l'inosservanza delle regole di generica prudenza, perizia e diligente (in motivazione la Corte ha precisato che tali regole devono ritenersi far parte integrante della disciplina della circolazione stradale, come si desume dal disposto dell'art.  140 cod. strada, la cui violazione, dunque, assume lo stesso valore della violazione di una disposizione specifica (Cass., sez. IV, 19 giugno 2007 - 28 settembre 2007, n. 35665, CED 237453).

"Nella circolazione stradale le norme di condotta che devono essere osservate non si esauriscono tutte nei precetti del codice stradale, dovensosi anche osservare le regole della comune esperienza e normale prudenza Cass. sez. IV, 11 ottobre 1989 - 30 novembre 1989 n. 16751, CED 182712
Vedi anche Cass., sez. IV, 24 marzo 2000 - 13 aprile 2000, n. 4557 ivi 216472".

Parrebbe non esserci alternativa di sorta: Tizio è colpevole e la Corte di Appello ha correttamente deciso.

Ma siamo in ambito di esame avvocato quindi la questione non può essere così lineare. Occorre ragionare e porsi domande.

Inoltre, non mancheremo di ricordare come sia la traccia stessa a dirci di approfondire una tematica rilevante nel caso di specie: la causalità nelle fattispecie colpose.

Passiamo quindi a leggere nuovamente il codice muto: in tema di causalità non possiamo non leggere dell'art. 40 cp.

Per quello che in questa sede ci importa (ovverosia: come utilizzare i codici commentati per l'esame avvocato) dobbiamo analizzare il titolo della norma: "1. Rapporto di causalità: a) in genere; b) causalità omissiva 2. Obbligo giuridico di impedire l'evento. Posizione di garanzia: a) in genere; b) amministratori e funzionari pubblici; c) centri turistici, impianti sportivi, attività ricreative; d) infortuni sul lavoro; e) manutenzione stradale; f) medici e infermieri; g) obblighi dei familiari e degli affidatari di minori; h) proprietari ed amministratori di immobili; i) smaltimento di rifiuti; l) trasporto aereo; m) trasporto ferroviario; n) trasporto marittimo; o) trasporto terrestre; p) casistica varia. 3. Pluralitò di soggetti obbligati: a) in genere; b) infortuni sul lavoro; c) medici; d) smaltimento di rifiuti 4. Successione nei rapporti di garanzia 5. La posizione di garanzia nell'ambito dell'impresa e la delega di funzioni".

In grassetto le parti che sarà necessario leggere.

Il punto 1 ("Rapporto di causalità: a) in genere") è molto interessante perché -per tramite della giurisprudenza della Cassazione- si mostra al candidato un'infarinatura generale e teorica dell'intero istituto. Elemento fondamentale per scrivere un compito eccellente.

Balza subito all'occhio la prima sentenza: "Nell'esperienza giuridica causa (in grassetto nel testo NdR) è ogni circostanza (fattore, condizione), che si inserisca nel corso normale degli eventi provocando un cambiamento nel loro usuale succedersi. Riferita alla condotta dell'uomo, è causale quella condotta (azione od omisione) alla quale segue sempre o, almeno, secondo l'id quod plerumque accidit, il verificarsi dell'evento dannoso o pericoloso; e ciò idipendentemente dal concorrere di condizioni preesistenti o simultanee ovvero sopravvenute, a meno che queste ultime risultino da sé sufficienti a determinarne l'evento cass sez. IV, 31 maggio 1998 - 9 luglio 1998, n. 8217".

Questo è un paragrafo eccellente da inserire (rivisto!) nel nostro compito. Ma dobbiamo andare un po' più in profondità e cercare nel commento giurisprudenziale se esista qualche precedente più specifico che faccia al caso nostro.

Il secondo commento giurisprudenziale -sempre nella medesima rubrica del punto 1- dice: "Ai sensi dell'art. 40 comma 1 cp, un antecedente può essere considerato condizione necessaria dell'evento quando rientri nel novero di quegli antecedenti che, sulla base di una successione necessaria, porti ad eventi del genere di quello in esame, indipendentemente dal concorrere di altre condizioni, salvo quelle sopravvenute da sole sufficienti a determinare l'evento. Deve pertanto affermarsi che in tema di circolazione stradale, perché una data condotta, tenuta da un utente della strada in violazione di norme specifiche o solo di prudenza, sia causa efficiente e condizionante del veridicarsi di un sinistro è sufficiente che crei una situazione di pericolo o di ragionevole allarme tali da spingere l'utente in potenziale conflitto a porre in essere una manovra che, altrimenti, non avrebbe compiuto, dall'esecuzione della quale derivi poi il verificarsi di un evento di canno. Csso., sez. IV, 5 febbraio 1999 - 7 giugno 1999, n. 7153".

Anche in questo caso appare come inevitabile la responsabilità di Tizio e la corretta decisione della Corte di Appello che l'ha condannato per omicidio colposo aggravato.

Ricordiamoci tuttavia che siamo in sede di esame. Quindi la Commissione ci sta chiedendo di ragionare.

A questo punto occorre fermarsi e smettere di leggere il codice annotato con la giurisprudenza (che riprenderemo tra pochi minuti). Occorre farsi una domanda fondamentale.

"Che cosa mi sta chiedendo la Commissione di esame?"

Questa è la domanda più importante che dovrai farti.

Ed alla quale dare una risposta motivata.

Se infatti, nel caso concreto, si richiede al candidato di assumere le difese di Tizio (che vuole impugnare la decisione della Corte di Appello) la domanda da farsi è:

"Ha correttamente deciso la Corte di Appello di Alfa nel condannare Tizio per omicidio colposo aggravato?".

Una parte della giurisprudenza (quella citata più sopra) parrebbe dire di sì.

Occorre ragionare se si possa dire no.

È questione di metodo e non di bontà dei codici commentati con la giurisprudenza acquistati.

Occorre prendere il ragionamento della Corte di Appello (un esempio di seguito): "Tizio avrebbe dovuto rispettare lo STOP ma non lo ha fatto per propria imperizia od imprudenza e , quindi, per propria colpa. A causa della condotta di Tizio, Caio ha sbandato ed è morto. Quindi Tizio è colpevole".

C'è giurisprudenza che conforta il ragionamento della Corte d'Appello? Ovverosia la deduzione per cui la condotta colposa di Tizio ha cagionato l'evento da cui è scaturito il danno?

Sì. La giurisprudenza sopra citata.

Come ipotizzare fattibile un ricorso per Cassazione? Dimostrando che la tesi della Corte d'Appello è fallace.

In concreto?

Applicando il giudizio controfattuale di cui parla ampiamente il codice commentato (nello stesso paragrafo 1).

Leggiamo infatti:

"In tema di nesso di causalità lo strumento per individuarlo, rispetto all'evento lesivo, è rappresentato dal giudizio controfattuale nel senso che, mediante l'eliminazione mentale del fattore (il comportamento umano) dato per condizionante, si verifica se, alla luce della massima di esperienza applicabile al caso, l'evento dato per lesivo sarebbe accaduto ugualmente o no la condotta dell'uomo è causale solo in questo secondo caso, perché senza di essa non sarebbe accaduto) Cass. sez. IV, 26 gennaio 1998 - 19 giugno 1998"

Il giudizio controfattuale in concreto? Lo spiega la massima sopra evidenziata.

Dobbiamo togliere il comportamento umano dato per condizionante (la colposa immissione sulla corsia senza fermarsi da parte di Tizio) e comprendere se l'evento sarebbe avvenuto comunque (cioè se comunque Caio avrebbe occupato la corsia opposta impattando con un veicolo regolarmente ivi transitante o no).

La lettura del codice annotato per la giurisprudenza in sede di esame avvocato mostra massime decisamente utili.

Continuando a leggere il codice commentato Giuffrè si rinvengono queste massime: "In materia di incidenti da circolazione stradale, l'accertata sussitenza di una condotta antiguridica di uno degli utenti della strada con violazione di specifiche norme di legge o di precetti generali di comune prudenza non può di per sé far presumere l'esistenza di un nesso causale tra il suo comportamento e l'evento dannoso, che occorre sempre provare e che si deve escludere quando sia dimostrato che l'incidente si sarebbe ugualmente verificato senza quella condotta o è stato, comunque, determinato esclusivamente da una causa diversa (Nella specie, in cui la morte del conducente di uno dei veicoli, determinata dallo sandamento della vettura, dal'invasione dell'opposta corsia di marcia e dallo scontro con altra vettura proveniente in senso opposto, è stato ritenuto irrilevante il superamento, da parte di quest'ultima, del limite di velocità, in quanto, pur in assenza di tale violazione, il fatto si sarebbe ugualmente verificato) Cass. sez. IV, 24 maggio 2007 - 26 giugno 2007, n. 24898, CED 236854 - in senso conforme: Cass. sez. IV, 18 settembre 2008 - 31 ottobre 2008, n. 40802".

È possibile similmente apprezzare anche giurisprudenza più recente (ma del tutto conforme): "L'accertata sussitenza di una condotta antiguiridica di uno degli utenti della strada con violazione di specifiche norme di legge o di precetti generali di comune prudenza non può far presumere di per sé l'esistenza della causalità tra il suo comportamento e l'evento dannoso, che occorre sempre provare e che si deve escludere quanto sia dimostrato che l'incidente si sarebbe ugualmente verificato senza quella condotta o è stato, comunque, determinato esclusivamente da una causa diversa: ciò perché, per poter affermare la responsabilità, occorre non solo la causalità materiae tra la condotta e l'evento dannoso, ma anche la c.d. causalità della colpa, ossia la dimostrazione del nesso in concreto tra la condotta violatrice e l'evento" (Cass. pen, sez. IV, 25 febbraio 2016 n. 11642).

Cass. pen., sez. IV, 05 aprile 2016 n. 17000 -per quanto possibile- ci conforta: "In tema di omicidio colposo da incidente stradale, la violazione, da parte di uno dei conducenti dei veicoli coinvolti, di una specifica norma di legge dettata per la disciplina della circolazione stradale non può di per sé far presumere l'esistenza del nesso causale tra il suo comportamento e l'evento dannoso, che occorre sempre provare e che si deve escludere quando sia dimostrato che l'incidente si sarebbe ugualmente verificato anche qualora la condotta antigiuridica non fosse stata posta in essere".

Conclusioni?

Molto probabilmente il ricorso per Cassazione sarebbe rigettato. Il giudizio controfattuale tenderebbe ad non escludere la colpa di Tizio (Caio senza quella non avrebbe ragionevolmente occupato la corsia opposta).

Non sappiamo se in concreto quest'ultimo passaggio sia stato provato. La traccia non lo dice. Sentiamoci liberi di specificarlo, ma è prudente concludere nel senso che la tesi della Corte di Appello potrebbe reggere in Cassazione.

Che insegnamenti possiamo trarre da questa lezione?

  1. Le massime giurisprudenziali dei codici commentati non sono la soluzione del problema. Sono solamente un modo raffinato per concludere un ragionamento giuridico. Diffiderei quindi dai metodi di studio che si incentrano quasi totalmente sulla sentenza risolutiva.

    Occorre invece ragionare pragmaticamente secondo i consigli che sento di condividere con voi.

Ora possiamo passare al capitolo 3 dove si sviluppa ancora più in dettaglio la metodologia per scrivere atti e pareri dell'esame avvocato.  (Il rapporto causa-effetto)

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Corso esame avvocato 2019

1) Gli strumenti
del Candidato

2) La traccia

3) L'atto ed il parere

4) Come scrivere
un atto o parere

5) Le conclusioni

6) Consigli e tecniche definitive

1.1 Dati essenziali dell'esame

1.2 Pianificare la preparazione da settembre a dicembre

1.3 La teoria: cosa studiare e come

1.4 I codici commentati: informazioni preliminari

2.1 Che cosa aspettarsi dalla traccia

2.2 Come si legge la traccia?

2.3 L'utilizzo ragionato dei codici commentati

3.1 Il rapporto causa-effetto

3.2 Il ragionamento giuridico e tecniche di argomentazione

3.3 La scaletta

3.4 Come iniziare un parere oppure un atto

4.1 Quanto deve essere lungo un parere oppure un atto?

4.2 Che cosa guardano i commissari

4.3 Come predisporre un elaborato più che sufficiente

5.1 Come concludere un atto oppure un parere

6.1 Come non trovarsi impreparati all'esame

6.2 Cosa aspettarsi il giorno dell'esame

6.3 Gli ultimi consigli preziosi

Questo capitolo è disponibile solo per chi acquista un atto oppure  un parere
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