Cosa guarda la Commissione nella correzione? (Cap. 4.2)

Criteri di valutazione di atti e pareri all'esame avvocato e qualche consiglio.

Banchi corso esame avvocato

"Si dice che chi conosce il suo nemico e coosce se stesso potrà affrontare senza timore cento battaglie.
Colui che non conosce il nemico ma conosce se stesso a volte sarà vittorioso, a volte incontrerà la sconfitta.
Chi non conosce né il nemico né se stesso inevitabilmente verrà sconfitto in ogni scontro".

(Cap. 3 de L'Arte della Guerra di Sun Tzu)

I criteri ministeriali

È opportuno partire dalle fonti ufficiali: i criteri ministeriali.

Intendo fare riferimento alla Indicazione dei criteri di valutazione degli scritti per l'esamedi stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense - sessione 2018 della Commissione presso il Ministero della Giustizia per esame avvocato sessione 2018.

"La commissione, dopo ampia ed articolata discussione, vista ed applicata la Legge 18 luglio 2003, n. 180, nonché il R.D.L. 1578/1993  ed il R.D. 37/1934 e successive modificazioni ed integrazioni ha definito i seguenti criteri da adottare per la valutazione degli elaborati scritti:

  1. Correttezza della forma grammaticale, sintattica ed ortografica e padronanza del lessico italiano e giuridico.

  2. Chiarezza, logicità, completezza, sinteticità e non ridondanza, nonché rigore metodologico delle esposizioni e delle argomentazioni giuridiche;

  3. dimostrazione di concreta capacità di risolvere problemi giuridici anche attraverso riferimenti essenziali alla dottrina e agli orientamenti giurisprudenziali; il richiamo a massime giurisprudenziali riportate nei codici annotati è consentito; tuttavia, i relativi sintetici riferimenti testuali vanno adeguatamente virgolettati o comunque devono esserne indicati gli estremi giurisprudenziali;

  4. dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati strettamente pertinenti al quesito da risolvere;

  5. dimostrazione della capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarietà;

  6. coerenza dell’elaborato con la traccia assegnata ed esauriente e pertinente indicazione dell’impianto normativo di riferimento;

  7. in ordine alle conclusioni raggiunte, capacità di argomentarle adeguatamente, anche se in maniera difforme dal prevalente indirizzo giurisprudenziale e/o dottrinario;

  8. dimostrazione della padronanza delle tecniche di persuasione per ciò che concerne, specificamente, l’atto giudiziario;

  9. per quanto specificatamente attiene alla prova scritta relativa alla redazione di un atto giudiziario in materia civile, penale o amministrativa, sussistenza nell’elaborato di tutti gli elementi essenziali previsti dall’ordinamento per la redazione dell’atto oggetto specifico della prova scritta (ad es. atto di citazione: curia adita, indicazione delle parti, esposizione in fatto e diritto, vocatio in ius, conclusioni, data, firma, relata di notifica, procura alle liti), richiamando, in particolare, il precedente criterio di cui al punto 2.

In sintesi.

Non possiamo ovviamente prescindere dagli aspetti preliminari: la padronanza della lingua italiana è infatti un presupposto necessario senza il quale non possiamo andare da nessuna parte.

Il rigore metodologico indicato nei criteri ministeriali altro non è che la struttura della nostra argomentazione.
Abbiamo visto che ci sono diversi modi di argomentare.
Una metodologia è offerta dal nostro corso di preparazione esame avvocato, ma possiamo averne diverse altre (che non sono approfondite nelle risorse gratuite di questo sito).

Sono consentiti i codici commentati (e credo che rimarranno così per molti anni a venire, proroga dopo proroga). Tuttavia questo non deve diventare una giustificazione per il candidato che crede di trovare nella massima giurisprudenziale la soluzione a tutti i suoi problemi.
Sappiamo che nel nostro metodo la giurisprudenza è solo un'appendice e che potrebbe esserci come non esserci. Perché il punto essenziale è sempre l'argomentazione giuridica.

Lo studio e l'espressione dei fondamenti teorici si concretizza nella lettura del codice muto -alla luce della giurisprudenza comunque disponibile in sede d'esame- e nell'indicazione dei cd. brevi cenni nelle forme chiaramente indicate nel capitolo due del nostro corso.

Sui profili di interdisciplinarietà possiamo soprassedere perché eventualità non comune. In ogni caso è evidente che ad esempio in un parere penale il breve cenno alle possibili conseguenze civilistiche in capo al soggetto dichiarato colpevole sarà un plus certamente apprezzato dai commissari.

Per il resto è evidente che occorre predisporre gli atti di civile o penale secondo quanto previsto dalla disciplina del codice di procedura (civile o penale). In tal senso il punto n. 9 risulta superfluo ma è comunque indicativo dell'attenzione dei commissari.


I commissari tengono conto della lunghezza del compito?

I commissari tengono conto esclusivamente della bontà del compito: come è scritto (sia nel contenuto che nella forma).

Non tengono conto della lunghezza del compito. Certamente, come già detto, meglio evitare di presentare tre fogli protocollo... ma è un consiglio, non una regola.

La commissione legge effettivamente i compiti?

Sì, e con la dovuta attenzione. È molto difficile che la commissione (composta da professionisti che spesso e volentieri non si conoscono oppure si conoscono appena) soprasseda ai propri doveri ed alla propria funzione.
Non è interesse di nessuno incorrere in conseguenze penali per la propria condotta in sede di correzione degli elaborati.

È certamente vero che la metodologia in concreto cambia di commissione in commissione.
Nel senso che i commissari possono decidere di leggere i tre compiti dello stesso candidato uno dopo l'altro.

Oppure ragionare per tipologia: prima il parere civile di tutti i candidati da correggere quel giorno. Poi il parere penale ed infine l'atto (in qualunque materia essa sia).

In quanto tempo viene corretto il mio compito?

La lettura del compito viene fatta a voce alta da uno dei commissari. Successivamente si valuta nel complesso la votazione da dare al compito e si predispone un breve verbale. Diciamo che ogni compito rimane sub iudice per 5/6 minuti salvo casi eccezionali.

Che insegnamenti possiamo trarre da questa lezione?

  1. La redazione di un atto oppure un parere sufficienti è data dal metodo. Qui viene mostrato il mio metodo ma ognuno può scegliere il suo. Certamente un'occhiata ai criteri ministeriali (che vi confermo essere davvero utilizzati nella pratica) vi permette di non perdere il filo del discorso. Sono tutte regole di buon senso che sono proprie del candidato consapevole: ma una lettura male non fa.

  2. Scrivere poco e bene. Rimanere sotto i due fogli protocollo. Frasi brevi e senza troppe subordinate. Linguaggio tecnico (che è proprio del codice civile e penale). Poche regole pratiche ma che occorre sempre avere bene presente.

Vai ora al capitolo 4.3 ("Come predisporre un elaborato più che sufficiente") oppure chiedi informazioni sulle correzioni personalizzate ad info@esame-avvocato.com

>> MAGGIORI INFORMAZIONI SULLE CORREZIONI PERSONALIZZATE <<

 Clicca qui sotto sul primo capitolo ("Gli Strumenti del Candidato") o scegli un altro argomento

Corso esame avvocato 2019

1) Gli strumenti
del Candidato

2) La traccia

3) L'atto ed il parere

4) Come scrivere
un atto o parere

5) Le conclusioni

6) Consigli e tecniche definitive

1.1 Dati essenziali dell'esame

1.2 Pianificare la preparazione da settembre a dicembre

1.3 La teoria: cosa studiare e come

1.4 I codici commentati: informazioni preliminari

2.1 Che cosa aspettarsi dalla traccia

2.2 Come si legge la traccia?

2.3 L'utilizzo ragionato dei codici commentati

3.1 Il rapporto causa-effetto

3.2 Il ragionamento giuridico e tecniche di argomentazione

3.3 La scaletta

3.4 Come iniziare un parere oppure un atto

4.1 Quanto deve essere lungo un parere oppure un atto?

4.2 Che cosa guardano i commissari

4.3 Come predisporre un elaborato più che sufficiente

5.1 Come concludere un atto oppure un parere

6.1 Come non trovarsi impreparati all'esame

6.2 Cosa aspettarsi il giorno dell'esame

6.3 Gli ultimi consigli preziosi

Questo capitolo è disponibile solo per i nostri candidati
> MAGGIORI INFO <


Puoi seguire gratuitamente il corso di preparazione esame avvocato dai capitoli 1 a 5
Tuttavia puoi anche mettere in pratica quello che trovi in ogni capitolo
e farlo correggere direttamente da noi:
> MAGGIORI INFORMAZIONI