la scaletta di atti e pareri dell'esame avvocato (Cap. 3.3)

Come preparare la scaletta per un atto o parere eccellente.

Banchi corso esame avvocato

Questo capitolo è l'applicazione concreta (oltre che l'evoluzione) del capitolo precedente in tema di rapporto causa-effetto e di tecniche di argomentazione.

Un compito persuasivo è un compito eccellente.
Un compito eccellente è un compito essenziale e lineare.
L'essenzialità e la linearità sono date da una chiarezza di pensiero.
La chiarezza di pensiero è aiutata da una adeguata scaletta degli argomenti da trattare.

Che cos'è la scaletta?

La scaletta è l'ordine degli argomenti del nostro compito.

Un compito sufficiente deve avere una scaletta sufficiente: deve dire le cose giuste al momento giusto.

La scaletta del parere civile o penale.

Riprendiamo la traccia ben nota.

Caio è un giovane molto ben voluto nel piccolo paese in cui vive. Nel dicembre del 2005 riceve in donazione dall’amico Sempronio un piccolo appezzamento di terreno; successivamente nel maggio del 2008 acquista un piccolo appartamento con denaro dell’amico Mevio. 
Nel febbraio del 2016 Caio riceve la visita di Tizio, figlio e unico erede di Mevio, deceduto nel 2010, che gli rappresenta la propria intenzione di rivendicare la proprietà del predetto terreno lasciatogli in eredità da Mevio, nonché di ottenere la restituzione della somma di euro 50.000 pari al prezzo dell’appartamento acquistato con denaro dello stesso Mevio. 
A sostegno della prima pretesa Tizio sostiene che Caio non possa vantare alcun titolo sul terreno, non potendo considerarsi tale la donazione di cui il predetto aveva beneficiato nel dicembre 2005, dal momento che il disponente Sempronio non era titolare di alcun diritto sul bene donato. 
Quanto alla seconda pretesa, lo stesso rappresenta che l’acquisto del predetto appartamento con denaro di Mevio avesse realizzato una donazione di denaro di non modico valore che doveva considerarsi nulla per aver rivestito la forma prescritta dalla legge. 
Caio, che vive nella casa dalla data della prima donazione (peraltro immediatamente trascritta), aveva goduto direttamente del terreno adibendolo a orto. Preoccupato per quanto rappresentatogli da Tizio, si rivolge ad un legale, al quale dopo aver riferito i fatti per come sopra descritti, ribadisce di non aver mai saputo che il terreno donatogli da Sempronio fosse, in realtà, di proprietà di Mevio. Il candidato assunte le vesti del legale di Caio , rediga un motivato parere illustrando le questioni sottese al caso in esame e prospettando la linea difensiva più idonea a tutelare le regioni del proprio assistito.

1. Introduzione.

In questa prima sezione spieghiamo brevemente l'oggetto del parere che verrà introdotto da una breve frase esplicativa.

In genere la lunghezza è di circa una pagina.

2. Trattare gli aspetti teorici degli istituti interessati.

In questa seconda parte tratteggiamo brevemente gli aspetti teorici essenziali degli istituti codicistici che andremo a sviluppare.

Ricordiamo infatti che il nostro destinatario formale è il nostro cliente (che è a digiuno di argomenti e stili giuridici) ma sostanzialmente è la Commissione d'esame.
Dobbiamo scrivere in un linguaggio tecnico ma essere essenziali e soprattutto chiari.

3. Il caso concreto: la nostra posizione giuridica soggettiva anche alla luce delle eventuali doglianze di altri soggetti.

In questa parte dobbiamo prendere atto della tesi avversaria, se esistente, e confutarla alla luce degli elementi teorici e giurisprudenziali.

L'evoluzione di questa fase è chiaramente indicata nei capitoli precedenti che ti invito a leggere (o rileggere).

Questa è la pars destruens del nostro discorso.

4. Il caso concreto: se e come è possibile difendere gli interessi del nostro cliente, alla luce della tesi avversaria e comunque degli istituti codicistici e della giurisprudenza più rilevante.

Segue logicamente la pars costruens.

Dovremo quindi tentare di difendere -sempre che sia possibile- gli interessi ritenuti rilevanti dal nostro Cliente.

E questo, come sempre, facendo perno su quanto allegato in precedenza: tanto a livello teorico quanto a livello giurisprudenziale.

5. Conclusioni.

In questa ultima sezione riprendiamo il quesito che ci è stato posto e gli diamo una risposta, giustificandola alla luce della argomentazione sviluppata nel nostro compito.

Un caso concreto (parere inedito!)

Fin qui la teoria del metodo.

Facciamo ora qualche passo avanti e vediamo in concreto che cosa significa predisporre una scaletta di un parere (di diritto civile in questo caso)

Tizio, imprenditore tessile deceduto nel 1995, ha lasciato al nipote ed unico erede allora appena diciottenne Caio il proprio patrimonio composto dall'azienda Beta e da un immobile sito nel centro paese di Alfa.
Caio, disinteressatosi da quel tempo dell'azienda ereditata, ha lasciato che questa fosse gestita totalmente da Sempronio il quale, essendo stato il collaboratore storico del de cuius, da allora l'ha sempre gestita come fosse propria e quindi comportandosi come proprietario tanto nei confronti di Caio che nei confronti dei terzi. Egli infatti percepiva tutti gli utili e sopportava tutte le spese.
Anche l'immobile sito in Alfa, caduto in successione, era gestito uti dominus da Sempronio giacché questo, nonostante l'accordo con Caio di pagargli l'affitto, non vi ha mai adempiuto nel silenzio consapevole del legittimo proprietario Caio.
Nel settembre 2019 Caio ha inteso rivendicare la titolarità dell'azienda Beta e la proprietà dell'immobile in Alfa.
Il candidato, assunte le vesti di legale di Sempronio, predisponga parere legale sulla fondatezza delle richieste di Caio e sulle possibili azioni da intraprendere per far valere i diritti acquisiti nel tempo.

1. Introduzione.

"Viene richiesto parere legale da parte del sig. Sempronio in merito alla fondatezza delle pretese di Caio, quale erede del defunto Tizio, e sulle possibili azioni da intraprendere idonee a far valere i diritti acquisiti nel tempo.
Più in particolare, da quanto riferito l'imprenditore Tizio è deceduto nel 1995 lasciando al nipote ed unico erede Caio l'azienda Beta e l'immobile sito in Alfa.
Caio, all'epoca diciottenne, si è sempre disinteressato delle sorti dell'azienda Beta la quale è stata, da allora, gestita uti dominus dal sig. Caio il quale ne ha sempre percepito gli utili ed ha sopportato tutte le spese medio tempore occorse.
Allo stesso modo Caio si è da sempre disinteressato dell'immobile ereditato sito in Alfa: nonostante un accordo con Sempronio, nel quale si pattuiva che quest'ultimo avrebbe pagato a Caio il canone di locazione, i patti non sono mai stati rispettati nel silenzio da parte del locatore.
Deciso a riprendersi quanto ereditato, nel settembre 2019 Caio ha rivendicato i beni ereditati da Tizio"

Abbiamo evidentemente due parti: la prima che è una vera e propria introduzione che potremmo definire standard.
Abbiamo poi una seconda parte nella quale viene sintetizzato l'oggetto del redigendo parere.

Alcuni ritengono tale parte superflua: d'altronde i Commissari conoscono gran bene la traccia d'esame.

Questa è una visione miope dell'esame avvocato.
Dobbiamo sempre ricordarci che un discorso perché sia piacevole deve essere adeguatamente presentato. Al contempo non dobbiamo dimenticare che il nostro destinatario formale è pur sempre il Cliente.

L'introduzione teorica è quindi essenziale ed imprescindibile.

2. Trattiamo gli aspetti teorici essenziali per lo sviluppo della traccia.

Dobbiamo ora evidenziare che per rispondere al parere richiesto occorrerà approfondire determinate questioni giuridiche: l'usucapione di un'azienda e l'interversione del possesso.

È in questa fase che avremo già predisposto il nostro schema cronologico secondo la ben nota metodologia.
Gli studenti del corso personalizzato (chi ha cioè acquistato un pacchetto di correzioni) potranno chiedermi delucidazioni a riguardo, sempre gratuitamente.

"Prima di trarre conclusioni sulla fondatezza delle domande di Caio e sulle azioni esperibili da Sempronio per far valere i propri diritti acquisiti nel tempo occorre delineare, mediante brevi cenni, gli istituti giuridici che maggiormente rilevano nel caso di specie.
La lettura degli elementi di fatto ci permette di approfondire l'eventualità di un avvenuto acquisto per usucapione da parte di Sempronio dell'azienda Beta nonché dell'immobile sito in Alfa.
L'usucapione infatti è un modo di acquisto della proprietà a titolo originario previsto nel codice civile nel Titolo VIII ("possesso") del libro III e meglio disciplinato nell'art. 1158 c.c. e successivi.
La norma appena citata così dispone: "La proprietà dei beni immobili e degli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per venti anni".
La nozione di possesso si rinviene leggendo l'art. 1140 c.c., nel quale si dispone che "il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale. Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa".
Alla luce di quest'ultimo articolo del codice civile è possibile delineare i diversi elementi costitutivi del possesso: il cd. "animus possidendi", inteso come intenzionalità del soggetto nel comportarsi come proprietario del bene suddetto, unitamente al potere di fatto sulla cosa (ossia l'effettiva disponibilità del bene) per un periodo non interrotto ultraventennale.
Con la lettura del Titolo VIII del libro III del codice civile si rinvengono inoltre altri casi specifici di usucapione infraventennale.
Come anzidetto Sempronio ha in primo luogo condotto come fosse propria l'azienda Beta facendo propri i ricavi e sopportandone tutti i costi.
L'usucapione prospettata potrebbe aversi tanto sul bene immobile quanto sull'azienda Beta: quest'ultimo caso richiede tuttavia uno specifico approfondimento.
L'art. 2555 c.c. definisce l'azienda come "il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio di impresa". Sulla natura dell'azienda vi è un significativo dibattito dottrinale e giurisprudenziale: mentre parte della giurisprudenza descrive l'azienda come universalità di beni, dandone così una lettura uniforme, altra parte della giurisprudenza lo qualifica come somma di diversi beni, ciascuno dotato della propria individualità.
A dirimere tale controversia è intervenuta la Corte di Cassazione a Sezioni Unite che, con la sentenza 5 marzo 2014 n. 5087, ha avuto modo di chiarire che "ai fini della disciplina del possesso e dell'usucapione, l'azienda quale complesso di beni organizzati per l'esercizio della impresa, deve essere considerata come un bene distinto dai singoli componenti, suscettibile di essere unitariamente possesudo e, nel concorso degli altri elementi indicati dalla legge, usucapito"".

3. Il caso concreto: la nostra posizione giuridica soggettiva anche alla luce delle eventuali doglianze di altri soggetti.

"Come indicato, Sempronio ha fin dal principio agito come se l'azienda Beta fosse propria (cd. animus donandi), assumendosene i costi ed incassandone i ricavi (integrando così il requisito del poter di fatto sulla cosa). Poiché tale possesso è continuato ininterrottamente dal 1995 al settembre 2019 è astrattamente possibile concludere nel senso che Sempronio avrà facoltà di agire, con esito potenzialmente positivo, avanti il giudice competente al fine di promuovere un'azione volta a vedere accertato l'avvenuto acquisto dell'azienda per usucapione".

La particolarità del caso vuole che i quesiti giuridici da affrontare siano due: ora continuiamo sub punto 3 sapendo che, in verità, stiamo affrontando nuovamente (per il secondo caso) il precedente punto due.

"Come già specificato, Caio e Sempronio hanno altresì stipulato fin dall'apertura della successione in morte di Tizio un contratto di locazione dell'immobile in Alfa ma, nonostante fosse stato concordato un canone di locazione mensile, quest'ultimo non è mai stato corrisposto da Sempronio a Caio che, in ogni caso, non l'ha mai richiesto.
A norma dell'art. 1571 c.c. "la locazione è il contratto col quale una parte si obbliga a far godere all'altra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo".
Ciò che caratterizza pertanto la posizione del conduttore è la consapevolezza dell'altruità del bene: ciò implica che il conduttore non ha il possesso del bene bensì la mera detenzione (non sussiste cioè il cd. animus possidendi).
In assenza di tale presupposto essenziale non può esservi perciò usucapione del bene immobile sito in Alfa da parte di Sempronio.
Solo nell'eventualità di un'intervenuta interversione nel possesso, nel caso cioè di mutamento da detenzione (col riconoscimento dell'altruità del bene) a possesso (comportamento uti dominus da parte del soggetto che ne ha disponibilità) così come disposto dall'art. 1141 comma 2 c.c., potremmo avere un decorso di un termine utile per l'usucapione.
Occorre valutare se, come nel caso di specie, la circostanza di non avere il conduttore corrisposto i canoni di locazione, comunque non richiesti dal locatore, sia sufficiente per aversi interversione nel possesso.
Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione ha statuito che "l'interversione nel possesso non può avere luogo mediante un semplice atto di volizione interna, ma deve estrinsecarsi in una manifestazione esteriore, dalla quale sia consentito desumere che il detentore abbia cessato di esercitgare il potere di fatto sulla cosa in nome altrui e abbia iniziato ad esercitarlo esclusivamente in nome proprio, con correlata sostituzione al precedente animus detinendi dell'animus rem sibi habendi" (Cass. civ., sentenza 17 marzo 2016 n. 5333).
Sempronio si è limitato a non saldare i canoni di locazione, che non sono mai stati richiesti. Ciò importa solamente un'azione di volizione interna e non già una manifestazione esteriore utile a vedere esercitato, anche verso terzi, il potere di fatto sulla cosa in nome proprio.
Ne consegue che Sempronio dal 1995 ha sempre detenuto e non posseduto l'immobile così che alcun tempo utile, ai fini dell'usucapione. è sinora trascorso.".

4. Conclusioni.

"In conclusione, è possibile ritenere che Sempronio possa utilmente resistere in un eventuale giudizio petitorio promosso da Caio, quale erede di Mevio, e formulare specifica domanda riconvenzionale volta a vedere accertato l'avvenuto acquisto del diritto di proprietà dell'azienda Beta per intervenuta usucapione.
Al contempo, è possibile ritenere che Sempronio non possa efficacemente resistere alle doglianze di Caio il quale di conseguenza potrebbe effettivamente essere riconosciuto come titolare dell'immobile sito in Alfa e del quale è dal 1995 proprietario in quanto unico erede del defunto sig. Tizio".

Questo per quanto riguarda la prima delle due questioni. Sei capace di risolvere in autonomia la seconda? Se sei mio studente, chiedimi un consiglio! Contattami per avere delucidazioni sul punto.

Come si sviluppa la scaletta di un atto di diritto civile?

Questo approfodimento è oggetto della guida pratica all'esame avvocato che viene condivisa con i candidati che decidono di acquistare un pacchetto di correzioni personalizzate dal nostro sito.

Quindi se vuoi maggiori informazioni contattaci: info@esame-avvocato.com

Che insegnamenti possiamo trarre da questa lezione?

  1. La scaletta è fondamentale per predisporre un ottimo atto oppure un ottimo parere. Tuttavia imprescindibile è la predisposizione preliminare della scaletta cronologica che permetta di comprendere chi ha fatto che cosa e quando.

  2. Ci sono quattro momenti essenziali nella scaletta: l'introduzione, lo sviluppo della tesi avversaria da confutare, la tesi da sostenere e le conclusioni.

  3. Pareri di diritto civile e diritto penale hanno la medesima scaletta.

 

Ora possiamo passare al capitolo 3.4 dove parliamo di come iniziare un parere di diritto civile o penale oppure un atto.

Vai ora al capitolo 3.4 ("Come iniziare un parere oppure un atto") oppure chiedi informazioni sulle correzioni personalizzate.

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Corso esame avvocato 2019

1) Gli strumenti
del Candidato

2) La traccia

3) L'atto ed il parere

4) Come scrivere
un atto o parere

5) Le conclusioni

6) Consigli e tecniche definitive

1.1 Dati essenziali dell'esame

1.2 Pianificare la preparazione da settembre a dicembre

1.3 La teoria: cosa studiare e come

1.4 I codici commentati: informazioni preliminari

2.1 Che cosa aspettarsi dalla traccia

2.2 Come si legge la traccia?

2.3 L'utilizzo ragionato dei codici commentati

3.1 Il rapporto causa-effetto

3.2 Il ragionamento giuridico e tecniche di argomentazione

3.3 La scaletta

3.4 Come iniziare un parere oppure un atto

4.1 Quanto deve essere lungo un parere oppure un atto?

4.2 Che cosa guardano i commissari

4.3 Come predisporre un elaborato più che sufficiente

5.1 Come concludere un atto oppure un parere

6.1 Come non trovarsi impreparati all'esame

6.2 Cosa aspettarsi il giorno dell'esame

6.3 Gli ultimi consigli preziosi

Questo capitolo è disponibile solo per chi acquista un atto oppure  un parere
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